Alto Cremasco
Articoli di silvia tozzi dall'Alto Cremasco (Rivolta, Spino, Pandino, Agnadello, Vailate, Dovera..)
martedì 21 febbraio 2012
i genitori di Pandino al lavoro
PANDINO - Giovedì 23 febbraio alle ore 20.30 i genitori degli alunni della scuola Invernizzi di Pandino si ritroveranno a scuola per parlare delle foto di classe
, delle iniziative per Rifiutando, del bilancio
scolastico, dell'organizzazione della lotteria di Pasqua
e della Festa di fine anno.
In 220 a visitare il Castello al buio
PANDINO - Venerdì, in occasione di M'Illumino di Meno, l'amministrazione di Pandino ha organizzato una visita serale al Castello di Pandino alla luce delle trorce.
I partecipanti sono stati circa 220. Molte le famiglie con i bambini ma anche i gruppi di giovani (30 in arrivo in un unica comitiva da Cremona), tanti persino i pandinesi.
Il Castello è stato visto sotto una luce inedita, quella delle torce elettriche, svelando particolari sconosciuti e scorci suggestivi, incuriosendo molti a ritornare di giorno per completarne la conoscenza.
Per meglio caricare di mistero e di emozione la serata, alcuni personaggi in costume si aggiravano per le sale del maniero. Si trattava di tre ragazze, vestite con costumi cinquecenteschi, che hanno sorpreso i visitatori, comparendo come fantasmi e senza parlare.
I partecipanti sono stati circa 220. Molte le famiglie con i bambini ma anche i gruppi di giovani (30 in arrivo in un unica comitiva da Cremona), tanti persino i pandinesi.
Il Castello è stato visto sotto una luce inedita, quella delle torce elettriche, svelando particolari sconosciuti e scorci suggestivi, incuriosendo molti a ritornare di giorno per completarne la conoscenza.
Per meglio caricare di mistero e di emozione la serata, alcuni personaggi in costume si aggiravano per le sale del maniero. Si trattava di tre ragazze, vestite con costumi cinquecenteschi, che hanno sorpreso i visitatori, comparendo come fantasmi e senza parlare.
Esercitazione della protezione civile Madignano
MADIGNANO - Domenica si è svolta la seconda esercitazione del Gruppo Comunale di Protezione Civile San Marco di MAdignano, che già si era cimentata in una missione a Casaletto Ceredano in gennaio. L'obiettivo dell'evento è di conoscere meglio le zone più a rischio idrogeologico del nostro Comune.
Doppio lavoro per i volontari di Casaletto: esercitarsi e trasmettere esperienza ai colleghi neo-volontari di Madignano.
La Colonna mobile era composta da quattro mezzi e quattordici persone ed è partita di buon mattino dal Circolo Gerundo di via Dante.
L'itinerario ha previsto una sosta presso la cascina Paradiso, quindi una visita all’interno del Parco del Serio, accompagnati da un responsabile della riserva; infine trasferimento presso la cascina Corfù dove si è svolta la prova delle motopompe.
Al ritorno dei volontari Mario e Pietro Duva, Francesco Gesi, Eugenio Mattioni Marchetti, Ivan Negri, Gaetano Penna, Clasio Moretti, Francesco Spinelli, Loris Arvati, Alfredo Baini, Mary Vailati, Giuseppe Viola, Angelo Zanini e Giuliano Di Pietro, il saluto il sindaco Virginio Venturelli, che non ha mancato di complimentarsi.
Il coordinatore Riccardo Rossetti non ha potuto partecipare per motivi familiari ma ha seguito “a distanza” la Colonna.
Al termine si è svolto un briefing in cui si è discusso dell’attività svolta.
Doppio lavoro per i volontari di Casaletto: esercitarsi e trasmettere esperienza ai colleghi neo-volontari di Madignano.
La Colonna mobile era composta da quattro mezzi e quattordici persone ed è partita di buon mattino dal Circolo Gerundo di via Dante.
L'itinerario ha previsto una sosta presso la cascina Paradiso, quindi una visita all’interno del Parco del Serio, accompagnati da un responsabile della riserva; infine trasferimento presso la cascina Corfù dove si è svolta la prova delle motopompe.
Al ritorno dei volontari Mario e Pietro Duva, Francesco Gesi, Eugenio Mattioni Marchetti, Ivan Negri, Gaetano Penna, Clasio Moretti, Francesco Spinelli, Loris Arvati, Alfredo Baini, Mary Vailati, Giuseppe Viola, Angelo Zanini e Giuliano Di Pietro, il saluto il sindaco Virginio Venturelli, che non ha mancato di complimentarsi.
Il coordinatore Riccardo Rossetti non ha potuto partecipare per motivi familiari ma ha seguito “a distanza” la Colonna.
Al termine si è svolto un briefing in cui si è discusso dell’attività svolta.
La lettera di Vecchio su Cofferati
“In riferimento alla revoca delle deleghe all' Assessore Silvano Vecchio, ogni chiarimento verrà fornito in sede di consiglio comunale”: ecco il messaggio che il sindaco Cofferati si è premurato di far pervenire con ogni mezzo a sua disposizione, Facebook incluso, per rassicurare i cittadini di Vailate sulla trasparenza del suo operato. Peccato che, nella pratica, tanta ammirevole apertura al dialogo si traduca in un ostruzionismo senza precedenti e in un caparbio rifiuto ad accogliere le repliche della controparte.
Sono sconcertato tanto dalle affermazioni denigratorie fatte dal sindaco a mio carico, quanto dal comportamento da lui tenuto sin dall’inizio della vicenda riguardante la revoca dell’assessorato di mia competenza.
Durante il consiglio comunale dello scorso 19 gennaio, durante il quale mi è stato impedito di esporre le mie ragioni, il sindaco ha dichiarato che, nel rispetto delle procedure amministrative, i motivi da cui è scaturita la sua decisione possono essere discussi solo ed esclusivamente dietro presentazione di un’interpellanza o di una mozione, con susseguente istituzione di un punto all’ordine del giorno: pertanto, eviterò qui di entrare nel merito della questione. Se e quando il sindaco riterrà opportuno fornire le dovute spiegazioni alla cittadinanza, confido che questa volta mi sia concesso di dare anche la mia versione dei fatti.
Tuttavia, ritengo che l’atteggiamento ostinato del sig. Cofferati stia danneggiando l’immagine dell’intera amministrazione. Le questioni personali e caratteriali, che ritengo siano alla base della sua decisione, non possono e non devono ripercuotersi su un gruppo che finora – seppur tra varie difficoltà – ha operato in maniera efficiente, rispettando gran parte del programma elettorale. In questa e in altre occasioni, il sindaco Cofferati ha dimostrato la propria incapacità di fare squadra con le persone che lavorano con e per lui, scavalcando senza ritegno assessori e consiglieri, prendendo decisioni anche avventate, come in questo caso, senza consultarli o quanto meno informarli. Ne è un esempio lo scambio di lettere intercorso tra me e Cofferati a partire dallo scorso 5 gennaio, il cui contenuto è tuttora in buona parte sconosciuto ai consiglieri di maggioranza e di opposizione, nonostante le missive da me inviate siano state debitamente protocollate e messe in copia per conoscenza a tutti i membri del consiglio comunale.
Sono sconcertato tanto dalle affermazioni denigratorie fatte dal sindaco a mio carico, quanto dal comportamento da lui tenuto sin dall’inizio della vicenda riguardante la revoca dell’assessorato di mia competenza.
Durante il consiglio comunale dello scorso 19 gennaio, durante il quale mi è stato impedito di esporre le mie ragioni, il sindaco ha dichiarato che, nel rispetto delle procedure amministrative, i motivi da cui è scaturita la sua decisione possono essere discussi solo ed esclusivamente dietro presentazione di un’interpellanza o di una mozione, con susseguente istituzione di un punto all’ordine del giorno: pertanto, eviterò qui di entrare nel merito della questione. Se e quando il sindaco riterrà opportuno fornire le dovute spiegazioni alla cittadinanza, confido che questa volta mi sia concesso di dare anche la mia versione dei fatti.
Tuttavia, ritengo che l’atteggiamento ostinato del sig. Cofferati stia danneggiando l’immagine dell’intera amministrazione. Le questioni personali e caratteriali, che ritengo siano alla base della sua decisione, non possono e non devono ripercuotersi su un gruppo che finora – seppur tra varie difficoltà – ha operato in maniera efficiente, rispettando gran parte del programma elettorale. In questa e in altre occasioni, il sindaco Cofferati ha dimostrato la propria incapacità di fare squadra con le persone che lavorano con e per lui, scavalcando senza ritegno assessori e consiglieri, prendendo decisioni anche avventate, come in questo caso, senza consultarli o quanto meno informarli. Ne è un esempio lo scambio di lettere intercorso tra me e Cofferati a partire dallo scorso 5 gennaio, il cui contenuto è tuttora in buona parte sconosciuto ai consiglieri di maggioranza e di opposizione, nonostante le missive da me inviate siano state debitamente protocollate e messe in copia per conoscenza a tutti i membri del consiglio comunale.
Trs Tv contro Soliveri
VAILATE - Trs tv di Gian Pietro Negri ha un atteggiamento atipico nei confronti delle costruzioni nei pressi delle antenne di telefonia. In un mondo in cui le antenne sorgono come funghi anche su abitazioni private e comitati di cittadini cercando per lo più invano di spostarle, Negri non vuole che lo stabilimento Soliveri, ora a Caravaggio, sia spostato, con i suoi 59 operai proprio sotto l’antenna di Trs, nel capannone progettato dall'architetto Barbieri. In questo, è in lotta con l’amministrazione comunale.
“Il sindaco si appella a due rilevazioni Arpa, delle quali me ne è stata fornita solo una e ad alcuni rilevamenti effettuati da privati nel dire che non c'è pericolo per la salute".
Negri ha già presentato due ricorsi al Tar, il primo durante l'amministrazione di Piermauro Stombelli, che diede il permesso per iniziare i lavori. Ha poi fatto un esposto penale contro il sindaco Massimo Vailati e infine contro l'attuale primocittadino, Pierangelo Cofferati.
"Il sindaco dovrebbe in primo luogo avere a cuore la salute dei suoi cittadini, anziché buttare soldi pubblici nel fare eseguire rilevamenti ad una Sas, avrebbe dovuto affidarsi a veri esperti del settore", rileva Negri amareggiato.
L'imprenditore non vuole lo stabilimento sotto l'antenna, che ospita anche ripetitori Mediaset, di Bergamo Tv e di altre emittenti, ricordando il caso di Radio Vaticana, ritenuta responsabile dei 19 casi di leucemia infantile verificatesi nei suoi pressi, e ricorda: "Il precedente intervento Arpa, risalente al 24 novembre 2004, ha classificato l’area sotto l’antenna di Trs, a titolo precauzionale, come area di rispetto numero 2. Ricordo che tale classificazione consiglia di limitare la presenza umana a non oltre quattro ore giornaliere. Io non voglio correre rischi e che qualche operaio della Soliveri si ammali e io ci debba andar di mezzo, e tutto questo perché, inspiegabilmente, le amministrazioni di Vailate han deciso che serviva in paese la terza area industriale dopo quella alla Resega e l'area artigianale storica. Di spazio per la Soliveri c'è, e in abbondanza, nell'area industriale che non è ancora completata, perché portare lo stabilimento in via Primo Maggio, tra l'altro in un'area neppure completamente urbanizzata e sotto un traliccio di 95 metri? Perché non alla Resega, fornita di tutto e già con sbocco sulla Rivoltana? Perché nei pressi del terzo pozzo dell’acquedotto pubblico (che richiede una distanza di rispetto di 200 metri)?"
Negri cita quanto sostenuto dall’Oms nel maggio dello scorso anno, quando ha messo in rapporto causa effetto il campo elettromagnetico e l’incidenza di tumori.
"Alcune amministrazioni comunali (a noi vicine) hanno posto le antenne per le stazioni radio base telefoniche fuori dall’abitato ed addirittura in area cimiteriale come a Trescore Cremasco o a Dovera. Perché farlo se non per timore per la salute dei cittadini?"
"Cofferati lascia funzionare cinque stazioni radio base telefoniche in piena area residenziale (quella tra via Carducci e via Foscolo) su di un acquedotto pubblico".
“Il sindaco si appella a due rilevazioni Arpa, delle quali me ne è stata fornita solo una e ad alcuni rilevamenti effettuati da privati nel dire che non c'è pericolo per la salute".
Negri ha già presentato due ricorsi al Tar, il primo durante l'amministrazione di Piermauro Stombelli, che diede il permesso per iniziare i lavori. Ha poi fatto un esposto penale contro il sindaco Massimo Vailati e infine contro l'attuale primocittadino, Pierangelo Cofferati.
"Il sindaco dovrebbe in primo luogo avere a cuore la salute dei suoi cittadini, anziché buttare soldi pubblici nel fare eseguire rilevamenti ad una Sas, avrebbe dovuto affidarsi a veri esperti del settore", rileva Negri amareggiato.
L'imprenditore non vuole lo stabilimento sotto l'antenna, che ospita anche ripetitori Mediaset, di Bergamo Tv e di altre emittenti, ricordando il caso di Radio Vaticana, ritenuta responsabile dei 19 casi di leucemia infantile verificatesi nei suoi pressi, e ricorda: "Il precedente intervento Arpa, risalente al 24 novembre 2004, ha classificato l’area sotto l’antenna di Trs, a titolo precauzionale, come area di rispetto numero 2. Ricordo che tale classificazione consiglia di limitare la presenza umana a non oltre quattro ore giornaliere. Io non voglio correre rischi e che qualche operaio della Soliveri si ammali e io ci debba andar di mezzo, e tutto questo perché, inspiegabilmente, le amministrazioni di Vailate han deciso che serviva in paese la terza area industriale dopo quella alla Resega e l'area artigianale storica. Di spazio per la Soliveri c'è, e in abbondanza, nell'area industriale che non è ancora completata, perché portare lo stabilimento in via Primo Maggio, tra l'altro in un'area neppure completamente urbanizzata e sotto un traliccio di 95 metri? Perché non alla Resega, fornita di tutto e già con sbocco sulla Rivoltana? Perché nei pressi del terzo pozzo dell’acquedotto pubblico (che richiede una distanza di rispetto di 200 metri)?"
Negri cita quanto sostenuto dall’Oms nel maggio dello scorso anno, quando ha messo in rapporto causa effetto il campo elettromagnetico e l’incidenza di tumori.
"Alcune amministrazioni comunali (a noi vicine) hanno posto le antenne per le stazioni radio base telefoniche fuori dall’abitato ed addirittura in area cimiteriale come a Trescore Cremasco o a Dovera. Perché farlo se non per timore per la salute dei cittadini?"
"Cofferati lascia funzionare cinque stazioni radio base telefoniche in piena area residenziale (quella tra via Carducci e via Foscolo) su di un acquedotto pubblico".
Vailate: le strisce blu gratuite
VAILATE - Sta facendo discutere, a Vailate, il fatto che in ottobre, quando è stata asfaltata via Caimi, in centro del paese sono stati istituiti i parcheggi blu a pagamento. A tutt’oggi, in paese però la sosta è gratuita. “L'istituzione della sosta a pagamento verrà attivata entro marzo”, spiega il sindaco Pierangelo Cofferati. ”Dobbiamo infatti ancora organizzare un incontro con i commercianti che, a loro discrezione, decideranno se vendere i gratta e sosta".
La sosta a pagamento è in via Caimi, piazza Garibaldi e piazza Cavour.
L'intento è quello di razionalizzare i tempi di sosta.
“Vogliamo creare un veloce turnover e garantire a tutti i cittadini di trovare spazi liberi per accedere ai servizi ed ai negozi del centro. Chi ha necessita di una sosta più lunga può utilizzare i parcheggi di piazzale Aldo Moro o di via Verdi oppure ancora quello dell' ex Convento”, puntualizza il primocittadino. In paese la scelta di far pagare per il parcheggio non è stata contestata, ma si parla molto della scelta di dipingere i parcheggi blu e lasciarli senza cartelli di regolamentazione sosta per mesi.
“Avevamo deciso di dipingere i parcheggi in ottobre perché quando li abbiamo rifatti, e non aveva senso riverniciarli pochi mesi dopo. A breve si sottoscriverà la convenzione attuativa per disciplinare l'uso e l'accesso dei nuovi parcheggi”, conclude Cofferati.
La sosta a pagamento è in via Caimi, piazza Garibaldi e piazza Cavour.
L'intento è quello di razionalizzare i tempi di sosta.
“Vogliamo creare un veloce turnover e garantire a tutti i cittadini di trovare spazi liberi per accedere ai servizi ed ai negozi del centro. Chi ha necessita di una sosta più lunga può utilizzare i parcheggi di piazzale Aldo Moro o di via Verdi oppure ancora quello dell' ex Convento”, puntualizza il primocittadino. In paese la scelta di far pagare per il parcheggio non è stata contestata, ma si parla molto della scelta di dipingere i parcheggi blu e lasciarli senza cartelli di regolamentazione sosta per mesi.
“Avevamo deciso di dipingere i parcheggi in ottobre perché quando li abbiamo rifatti, e non aveva senso riverniciarli pochi mesi dopo. A breve si sottoscriverà la convenzione attuativa per disciplinare l'uso e l'accesso dei nuovi parcheggi”, conclude Cofferati.
Il presepe vivente di Vailate cerca una sede
VAILATE - Il presidente del gruppo Amici del Presepe Vivente di Vailate è Mario Fugazza.
Il logo del gruppo racchiude i simboli religiosi dell’attività: il campanile, la cupola del santuario di Caravaggio, la stella cometa e il la croce.
Il gruppo nasce nel 1989 ad opera delle sezioni comunali Avis Aido Admo in collaborazione con un gruppo di sarte denominatesi Gruppo insieme e l’oratorio Don Bosco. Obiettivo, raffigurare il 26 dicembre di ogni anno un presepe vivente e organizzare un gruppo in costume settecentesco (al
seguito del pellegrinaggio annuale al santuario di Caravaggio che si svolge il primo lunedì seguente a quello dell’Angelo. Inoltre, il gruppo si occupa di collaborare con la parrocchia in tutte le ricorrenze religiose che richiedono la presenza di personaggi in costume.
Il Presepe vivente si tiene annualmente, a partire dal 1990 (l’idea venne dopo aver partecipato, nell’88, a una rievocazione storica a Crema), nel centro storico di Vailate dove viene simulato l’ambiente dell’epoca con scenografie adattate alla sua conformazione urbanistica. Viene raffigurato il pomeriggio del 26 dicembre con inizio alle 15 e termina entro le 19. Vi dalle duecento alle trecento persone in costume e numerosi animali. Le comparse sono persone del posto di tutte le età. Alcune di queste vi partecipano, senza interruzione, sin dalla prima edizione.
“Le statuine”, spiega Fugazza, “sono vestite con costumi appositamente confezionati dal gruppo di sarte che si sono ispirate al film Gesù di Franco Zeffirelli”.
Gesù bambino viene scelto annualmente fra i bimbi nati negli ultimi quattro mesi cercando di investire nei ruoli di Giuseppe e Maria, anche i genitori. L'organizzazione provvede ad allestire la raffigurazione in tutti i suoi dettagli che vanno delle scenografie, alle musiche di sottofondo, nonché al servizio d'ordine. E’ sempre presente un mezzo della Croce Bianca di Rivolta d’Adda.
Nel 1994 tutto il presepe, personaggi e animali compresi, è stato ospitato nella piazza del duomo a Cremona, partendo in corteo da palazzo Cittanova sino al duomo.
Dal dicembre 2002, lo stesso si fece a Capralba.
“Per noi è importantissimo anche il pellegrinaggio a Caravaggio organizzato dalla Parrocchia, cui prende parte tutto il paese”, spiega Fugazza.
L’associazione ha recuperati e restaurato anche quattro arazzi (due grandi e due piccoli) che, addobbati e muniti di cavalli ed asini, nel Settecento erano portati dai pellegrini sino al santuario.
Il logo del gruppo racchiude i simboli religiosi dell’attività: il campanile, la cupola del santuario di Caravaggio, la stella cometa e il la croce.
Il gruppo nasce nel 1989 ad opera delle sezioni comunali Avis Aido Admo in collaborazione con un gruppo di sarte denominatesi Gruppo insieme e l’oratorio Don Bosco. Obiettivo, raffigurare il 26 dicembre di ogni anno un presepe vivente e organizzare un gruppo in costume settecentesco (al
seguito del pellegrinaggio annuale al santuario di Caravaggio che si svolge il primo lunedì seguente a quello dell’Angelo. Inoltre, il gruppo si occupa di collaborare con la parrocchia in tutte le ricorrenze religiose che richiedono la presenza di personaggi in costume.
Il Presepe vivente si tiene annualmente, a partire dal 1990 (l’idea venne dopo aver partecipato, nell’88, a una rievocazione storica a Crema), nel centro storico di Vailate dove viene simulato l’ambiente dell’epoca con scenografie adattate alla sua conformazione urbanistica. Viene raffigurato il pomeriggio del 26 dicembre con inizio alle 15 e termina entro le 19. Vi dalle duecento alle trecento persone in costume e numerosi animali. Le comparse sono persone del posto di tutte le età. Alcune di queste vi partecipano, senza interruzione, sin dalla prima edizione.
“Le statuine”, spiega Fugazza, “sono vestite con costumi appositamente confezionati dal gruppo di sarte che si sono ispirate al film Gesù di Franco Zeffirelli”.
Gesù bambino viene scelto annualmente fra i bimbi nati negli ultimi quattro mesi cercando di investire nei ruoli di Giuseppe e Maria, anche i genitori. L'organizzazione provvede ad allestire la raffigurazione in tutti i suoi dettagli che vanno delle scenografie, alle musiche di sottofondo, nonché al servizio d'ordine. E’ sempre presente un mezzo della Croce Bianca di Rivolta d’Adda.
Nel 1994 tutto il presepe, personaggi e animali compresi, è stato ospitato nella piazza del duomo a Cremona, partendo in corteo da palazzo Cittanova sino al duomo.
Dal dicembre 2002, lo stesso si fece a Capralba.
“Per noi è importantissimo anche il pellegrinaggio a Caravaggio organizzato dalla Parrocchia, cui prende parte tutto il paese”, spiega Fugazza.
L’associazione ha recuperati e restaurato anche quattro arazzi (due grandi e due piccoli) che, addobbati e muniti di cavalli ed asini, nel Settecento erano portati dai pellegrini sino al santuario.
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