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martedì 17 gennaio 2012

Martedi 17 gennaio 2012

I pandinesi non interagiscono
Pandino - Arrivano i primi risultati della ricerca del Politecnico


L'assessore al turismo di Pandino, Alessio Marazzi, enuncia con orgoglio i primi risultati ottenuti dallo studio effettuato da un’ottantina di studenti del Politecnico di Milano che stanno elaborando una strategia di comunicazione interna ed esterna per il loro corso di design della comunicazione basandosi sull’esperienza Pandino.
La prima fase del metaprogetto, che mette in relazione tante realtà, è consistita nello studio della realtà pandinese per opera di 14 gruppi di lavoro che per qualche giorno hanno scorrazzato per il paese parlando con chi ci vive.
Si sono creati gruppi di demografia e sociologia, eventi, trasporti, relazione tra comune e cittadini, dinamiche sociali, focus storico, territorio, on line off line di Pandino sul web, comunicazione non istituzionale e memoria.
"I ragazzi hanno fatto le loro deduzioni - ha spiegato Marazzi - alcune della quali cui eravamo gia arrivati noi, altre delle novità e altre secondo noi sbagliate. Ci ha stupito soprattutto vedere che alcune nostre supposizioni, ad esempio la differenza tra pandinesi doc e pandinesi di seconda ondata, o il rapporto da creare tra stranieri ed italiani, sono state confermate dallo studio".
I ragazzi dovranno apportare le loro idee a due progetti commissionati dalla amministrazione: la comunicazione interna, applicata alla Carta del Decoro e la comunicazione esterna, ovvero come promuovere Pandino all'esterno e come far conoscere il paese, come è raggiungibile e cosa propone (il progetto sara presentato per fine gennaio).
Per marzo si prevede una mostra elencante i risultati degli studi; non si esclude la realizzazione di una pubblicazione.
"Avremo 28 idee promozionali e ne sceglieremo due, una per settore, da realizzare. Le altre resteranno comunque in banca dati".
Tra le idee che il Politecnico ha presentato a Marazzi e all'assessore all'urbanistica Fabio Fornoni per la comunicazione interna, c'è di tutto un po'. Dal corso di cucina e accostamento a piatti diversi (anche italiani per gli stranieri) al percorso salute, con sagome umane da disseminare in paese per ricordare i compiti da seguire per essere un bravo cittadino. Dalle cene organizzate nelle varie case dei pandinesi per farli socializzare alla creazione di un orto comunale; dal play meme, un gioco di carte che permette di accumulare punti per ogni azione civile e corretta svolta, alla creazione del bicibus a integrare i percorsi del Piedibus; dall'archivio della memoria on line, in cui ogni pandinese avrà la possibilità di rilasciare, di fronte a una telecamera, una intervista in cui raccontare la sua Pandino, al referendum perenne ottenuto inviando continuamente lettere a casa dei cittadini. Vi è il progetto Paese Pantone, che associa a Pandino, Gradella e Nosadello tre diversi colori, e quindi varie gradazioni di quel colore ad indicare le zone di maggiore o minore interesse, sia per il turista che per il residente.
"Quel che dallo studio risulta evidente è che in paese manca integrazione. I pandinesi doc tendono a lamentarsi molto e ad essere diffidenti nei confronti degli altri, i nuovi arrivati non si integrano e non si sentono realmente parte attiva in paese. In questo scenario desolante, dove ciascuno resta parte del suo gruppo, che sia la famiglia di origine o l'Oratorio, la Banda, l'associazione sportiva o il bar di riferimento, il comune resta l'unica cosa che si rivolge a tutti e l'unico motore che resta in paese. Le cose devono cambiare".
I pandinesi devono farsi promotori diretti di iniziative culturali e sociali e imparare a frequentarsi e fidarsi maggiormente tra loro.
Silvia Tozzi

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Calzi: “Ho solo dato seguito
al volere del consiglio comunale”


VAIANO CREMASCO - Il sindaco di Vaiano Cremasco, Domenico Calzi, nonappena il prefetto Tancredi Bruno di Clarford gli ha imposto di annullare l’ordinanza in cui limitava l’orario di apertura dei venditori di kebab in paese a tra le 8 e le 10 di mattina, ha proceduto ad adeguarsi a quanto imposto.
“Ho subito annullato l’ordinanza, affidandomi al prefetto”.
Il sindaco si è detto stupito dal fatto che il prefetto abbia invitato all’incontro non solo la minoranza Udp al gran completo (è Udp ad aver sengnalato al prefetto l’illegittimità della ordinanza) “e non solo un suo rappresentante in qualità di portavoce”, ma anche Confesercenti e Confcommercio. In ogni caso, Calzi non polemizza: “Ha fatto ciò che reputava”.
Il prefetto ha fatto presente che qualora un cittadino si rivolgesse al Tar impugnando l’ordinanza, questi avrebbe ragione e il comune sarebbe soccombente.
Il prefetto ha anche invitato il sindaco a far presente alla Prefettura i problemi di ordine pubblico e di non tentare di risolverli con ordinanze che non hanno nulla a che fare con la sicurezza e che magari, come in questo caso, vanno contro alla libertà di impresa e al libero mercato.
Il sindaco ha ricordato che “esiste una sentenza di Corte di Cassazione che vieta la presenza in centro storico di rivendite di kebab, e mi sarei aspettato che il prefetto lo tenesse da conto. Ma ha detto che non esiste alcun problema legato alla sicurezza per via dell’apertura del punto vendita. Perciò noi ci adeguiamo, anche perché il non aver inserito da parte nostra tale divieto nelle Norme Tecniche del Piano di Governo del Territorio ci mette effettivamente in una posizione di debolezza”.
Calzi non fa un dramma dell’accaduto. Ha - spiega - dato seguito alla ordinanza come conseguenza di un atto di indirizzo del consiglio comunale che, come tale “non rappresenta più gli interessi del proponente, la Lega Nord, ma di tutta la maggioranza che lo ha votato. E come tale devo darvi attuazione, non per velleità mie, ma in quanto vincolato dal consiglio comunale”.
Calzi ora che l’ordinaza è stata abolita, ha qualche preoccupazione.
“Non voglio fare allarmismi. Il punto vendita già è presente” (fa solo pizze, ma intende aggiungere il kebab) “e io sono suo cliente. Qui in piazza stiamo combattendo contro un certo degrado”. Il sindaco si riferisce ai giovani che ciondolano tutto il giorno, in particolare la sera e la notte, nei pressi della fermata dell’autobus in piazza. “Non vorremmo mai che il punto vendita di kebab, che non attira italiani, collaborasse a creare capannelli. In ogni caso, si è deciso così, e va bene”.
Il pizzaiolo incriminato spiega che gli affari gli vanno bene e che è sua intenzione vendere anche il kebab, seppure non nell’immediato.
Non aveva pensato di impugnare al Tar l'ordinanza, ma semplicemente di procedere con l’inserimento del kebab nel menù della pizzeria, “e vedere che cosa succedeva. Per me non avrebbero detto nulla: si rendevano conto anche loro che l’Ordinanza era impossibile da eseguire”, spiega.
In ogni caso, dice, meglio così, che l’ordinanza non è più in vigore e che può esercitare il suo diritto di impresa.
“io pago le tasse e tra l’altro ho fornitori italiani, per cui faccio girare l’economia: Che altro mi si chiede ?”

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Sito del comune di Spino d’Adda
Rossini e l’accessibilità dei dati


SPINO D’ADDA - Il consigliere Luca Rossini, che sta occupandosi del sito del comune di Spino d’Adda, spiega che i dati di accesso altissimi al sito sono testati dall’applicativo
SmarterStats, che non è manipolabile neppure dal webmaster, ma solo consultabile.
“Il conteggio non è riportato nel sito poiché allo stato attuale non sono previste interazioni tra l'applicativo e il sito stesso. A precisa richiesta, tuttavia, i dati possono essere richiesti e divulgati. Ad ogni modo, per garantire la massima trasparenza, da febbraio saranno riportati nel sito gli accessi unici e le pagine visitate così come ribadito dalle Linee guida per siti della Pubblica Amministrazione - Revisione 2011 che impone ad ogni amministrazione di organizzare adeguatamente la rilevazione di dati statistici utili a comprendere il livello di utilizzo del proprio sito, i contenuti più graditi, quelli più ricercati all’interno del sito, quelli maggiormente intercettati dai motori di ricerca esterni. Un monitoraggio costante di tale tipologia di dati è alla base del processo di continuo miglioramento che deve essere attivo su ogni sito istituzionale per fidelizzare l’utenza e accrescerla nel tempo”.

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OFFANENGO
“Capetti e Cattaneo fan pubblicità a un’azienda antintrusione”


OFFANENGO - Sul giornalino comunale di Offanengo, Offanengo Informa, l’assessore Alessandro Capetti e il comandante della polizia locale Marco Cattaneo hanno firmato un articolo in cui parlano di Sicurezza Partecipata. In esso propongono ai cittadini di adottare dei sistemi antintrusione per le proprie case. Il sistema permette di collegare l’allarme con le locali forze di polizia dietro pagamento a ditta specializzata di un canone mensile a partire da 30 euro.
In esso, reo secondo Alex Corlazzoli di Quelli che Offanengo di fare dell’allarmismo, si farebbe “un grande sponsor per installare impianti di videosorveglianza nelle case dei cittadini offanenghesi”.
“Voglio capire con quale modalità sia stata individuata la ditta menzionata, se vi siano in corso convenzioni tra l’amministrazione e la ditta menzionata ma anche quali sono le modalità di versamento del canone mensile”.
“Qual è l’interesse dell’amministrazione a proporre ai cittadina un sistema di vigilanza privata? Se un cittadino vuole mettere un impianto di videosorveglianza sa a chi rivolgersi e stabilisce un contratto con l’azienda che preferisce. Perché l’amministrazione ha invece attraverso questo articolo fatto della pubblicità a questa ditta? Ma non solo”.
“L’amministrazione, anziché rassicurare i cittadini e mettere in atto azioni che possono garantirli, fa dell’allarmismo inutile”.
“Nei prossimi giorni sentirò anche la Prefettura per la valutare la questione ed eventualmente presentare un esposto”.

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